RISCHIO SISMICO
Prove tecniche di terremoto. Si sono svolte in località Motticella di Bruzzano Zeffirio, un paese fantasma, tristemente noto negli anni ottanta per una sanguinosa faida tra bande rivali, in seguito ad un sequestro di persona, che ha lasciato sul campo di battaglia oltre cinquanta morti. Le prove di rischio sismico sono state organizzate dalla Protezione Civile. Lo scenario dell’esercitazione prescelto, come si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori, si basava sulla ipotesi che un terremoto avente le caratteristiche previste del terremoto calabro-messinese del 1908 dove Reggio Calabria e la parte bassa di Messina vennero rase al suolo; le vittime furono oltre 80.000, di cui circa 2.000 inghiottite dall’onda di maremoto. E’ stato ipotizzato – si legge nel comunicato – “ che la località Motticella-Bruzzano Zeffirio, a causa del sisma alcune abitazioni nel centro abitato reso isolato e irraggiungibile sono crollate. Si è ipotizzato, inoltre, la presenza di feriti. La profondità del luogo dell’evento nonché gli spazi circostanti non sono facilmente accessibili e il raggiungimento del sito deve essere effettuato da personale attrezzato e qualificato dotato di elevata professionalità e deve necessariamente avvenire via mare, a causa del cedimento nel tratto compreso tra Palizzi e Ferruzzano Marina della SS 106, ivi compresa la necessità di utilizzare personale specializzato sub di una organizzazione locale di Protezione Civile per la verifica della mutata batimetria e per l’assistenza all’ancoraggio dei mezzi nautici. Una volta raggiunto il Comune di Brancaleone – si legge ancora nel comunicato – attraverso i mezzi della Capitaneria di Porto, con l’ausilio della Polizia Provinciale i tecnici vengono trasportati presso il luogo segnalato per iniziare la verifica del danno e di agibilità e per la cura dei feriti. A causa di tale circostanza, in considerazione della inidoneità delle rete viaria in relazione all’intervento dei soccorsi e, alla non facile accessibilità dei luoghi con automezzi, viene esaminata la possibilità e la convenienza di procedere all’attivazione, oltre alla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e alla struttura comunale di protezione civile anche: delle strutture sanitarie, delle forze dell’ordine (Carabinieri, VV.UU.), di gruppo di volontariato. La prova ipotizza il trasporto di tecnici e personale sanitario attraverso mezzi nautici di dispersi in zone impervie e viene proposta per verificare la tempestività dei soccorsi e il raccordo di assetto organizzativo tale da affrontare situazioni di emergenza sapendo ciascuno cosa fare e come comportarsi”. Secondo gli organizzatori, gli obiettivi della esercitazione sono stati i seguenti: Verificare la capacità di coordinamento tra le componenti la struttura comunale, i soccorsi sanitari, le forze dell’ordine, i gruppi di volontariato; verificare il coordinamento e il grado di preparazione raggiunto dai volontari nella gestione e nella organizzazione dei soccorsi; verificare i tempi necessari per l’impiego delle componenti operative attivate; verificare l’efficacia dei mezzi di comunicazione nell’ambito urbano in cui si opera. E’ stata una brillante esercitazione di rischio sismico, con l’augurio che scenari del genere siano circoscritti solo a titolo di simulazione e che nella realtà della vita quotidiana il Dio Onnipotente preservi i popoli di tutto il mondo da sciagure del genere.